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IL PROBLEMA DELLA SESSUALITÀ

2025-01-22 11:17

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IL PROBLEMA DELLA SESSUALITÀ

Riflessioni di Elisabetta Castelletto e Sabina Balak Chiarion sul libro di OSHO “Segreti e misteri dell’Eros”

La sessualità è qualcosa di semplice, naturale, come respirare: il respiro ci mantiene vivi,
così l’energia sessuale crea la vita.

Nessuno ha mai considerato la respirazione un atto osceno, nessuno sente il bisogno di pensarci ossessivamente o ne ha paura. Al contrario, il sesso ci ossessiona o ci spaventa; ne siamo dipendenti o lo evitiamo.

Forse perché, nella nostra visione limitata della vita, leghiamo il sesso a bisogni emotivi insoddisfatti: Quanto mi ami? Quanto mi desideri? Quanto valgo?
Abbiamo strappato il sesso dalla sua natura, dal primo chakra, il corpo.

Viviamo la sessualità attraverso la mente, e da qui facciamo un’enorme fatica a viverla con naturalezza: la mente si chiede il perché, vuole regole, spiegazioni, giudizi. Giusto o sbagliato?

Qualcuno ha definito il sesso un peccato, probabilmente perché, sopraffatto dall’energia che esso sprigiona, ne ha avuto paura e l’ha condannato. Qualcun altro, invece, ha trovato nel sesso una spinta, un motore, diventandone dipendente e ossessionato, quindi teme di perdere il desiderio sessuale perché sarebbe come perdere la vita.

È davvero curioso riconoscersi dentro egregore così potenti come il tabù della sessualità.

Noi donne, poi, siamo ancora più censurate e giudicate.

Eppure, per generare la vita è necessario l’atto sessuale. Rientra nei bisogni fondamentali, come mangiare e respirare. Perché allora dovrebbe essere un problema?

Se mi fermo a riflettere, mi accorgo che forse abbiamo reso problematici tutti i bisogni primari: abbiamo disturbi con il cibo, respiriamo male, ci vergogniamo del sesso o ne siamo ossessionati. Quasi come se essere umani fosse un problema. Sembra quasi che, per evolvere, abbiamo dovuto allontanarci dalla nostra parte più terrena, più materiale.
Come se un fiore volesse crescere senza vivere nel fango. Ma dove troverebbe nutrimento? Dove troverebbe stabilità?

“Nulla va rifiutato; tutto va usato. Ogni gradino della scala, anche il più basso, dev’essere usato, poiché senza di esso non puoi salire. L’intera scala si fonda su quel gradino; senza di esso non esisterebbe.” Osho

Per diventare un fiore, per avere i petali, è vitale vivere appieno ogni stadio dell’esistenza, nutrendosi di esso.
Siamo nati sulla terra, e dalla terra traiamo nutrimento. I miti e le religioni ci hanno inculcato l’idea di un mondo ultraterreno in cui risiederebbe la vera vita. Ci hanno raccontato di uomini illuminati che trascendevano la vita umana. Ma non è mai stato così.

L’uomo illuminato è colui che cammina nel mondo, che vive e ha vissuto ogni esperienza, anche la più terrena. Solo così può affondare le sue radici nella terra e, più queste sono profonde, più in alto potrà svettare nel cielo.

Riflessioni di Elisabetta Castelletto e Sabina Balak Chiarion sul libro di OSHO “Segreti e misteri dell’Eros”

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